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Franco

Vincenzo Bertolone

Carlo De Cardona: Prete soltanto Prete

 Diocesi di cassano jonio  2010

  

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Luigi Intrieri riporta nella presentazione del saggio “Carlo De Cardona: Prete soltanto Prete” di Mons Vincenzo Bertolone Vescovo di Catanzaro e in precedenza Vescovo di Cassano Jonio, la conclusione di questi: “ Don Carlo Innamorato di Cristo e in Lui dei poveri, degli ultimi degli sfruttati del potere. Questo fu il progetto di Dio su di lui ed egli lo afferrò a 25 anni facendone una scelta ed un impegno irreversibile di vita”.

 De Cardona non si nascondeva e non nascondeva la realtà; lo scenario tra  fine 800’ e principio del 900’ era terribile nel Mezzogiorno.

 Il Nord era avviato ad un tipo di economia industrializzata mentre le sorti della economia del Sud era lasciata al latifondo feudale, oppressivo ed arretrato. La Borghesia nascente del Nord non voleva la concorrenza della sia pur timida Borghesia del Sud per cui era la stessa Borghesia del Nord la vera alleata e garante del latifondo, con il conseguente regime di apartheid delle masse contadine. (tesi appresa e condivisa da un articolo di Federico Spantigati pubblicato in questo stesso sito).

 “Ciò che era tradizionale era anche giusto”, come sostiene Intrieri, e la conservazione è giusta e buona sicchè ciò che non è conservazione è cattivo ed eversivo.

 Don Carlo conosceva bene il risentimento delle classi più povere e dei contadini nei confronti della Chiesa che paventando il “modernismo” come il male assoluto, a sua volta mostrava di essere stretta alleata  dei padroni.

 A queste condizioni si ribellano le sensibilità e le persone  come Don Carlo De Cardona, ponendosi accanto ai poveri contro l’usura a cui erano costretti i contadini per i quali non era consentito l’accesso al credito, così da essere facile preda dei possidenti.

 Il riscatto da quelle condizioni e delle successive la Chiesa affidò alla Rerum Noavarum di Leone XIII e alla Pacem in terris di Giovanni XXIII.

 Se si potesse espungere una zona grigia grigia della politica del fascismo, dal contesto della politica di sopraffazione e di intervento a danno delle classi popolari, comunque giustificata, essa è  il Mezzogiorno, il cui “problema” viene semplicemente rimandato ed è ben descritto dal saggio del Bertolone.

 Egli rammenta la violenza con cui venivano abbattute anche fisicamente le Cooperative e le Leghe e le Casse rurali al fine di tranquillizzare gli agrari ed i possidenti.

 Così, perché l’opera avesse senso compiuto, il fascismo usava la eliminazione delle teste pensanti, fisica o della riduzione ad impotenza.

Riuscì con Matteotti, con Gramsci ed altri; con De Cardona ed altri malgrado la amicizia con Michele Bianchi dall’epoca della militanza socialista di questi. 

E’ dovere morale riprodurre le testimonianze civili affermando il senso della vita  e parlando con la propria vita, per reagire alla deriva della sopraffazione dei poveri da parte dei ricchi, senza tante aggettivazioni, perché chi è diventato meno povero non ritorni sotto il dominio fisico e morale di chi da ricco è diventato sempre più ricco.

 Bisogna che si riformi  la linea della resistenza che ci si dichiari di nuovo per  la vita e contro la sopraffazione foriera di morte e contro ogni atteggiamento di viltà ed acquiescenza.

 Nessuna conquista della civiltà umana è caduca di per sé ma nessuna è posseduta per sempre.

E’ sempre in pericolo quando la rabbiosa rivalsa appare insieme alla idolatria della ricchezza ed al non rispetto umano.

 Purtroppo viviamo questi momenti.

 E’ per questo motivo che le opere e le testimonianze degli uomini del coraggio e della passione civile della dedizione ad una causa buona come Carlo De Cardona - per tanto tempo quasi obliato, ma da qualche anno riconsiderato fino alla proposizione del processo canonico per il riconoscimento della santità di don Carlo – vanno riconsiderate come insegnamento di virtù civili e vanto della terra calabrese.

 Dedicheremo ampio spazio ad una Bacheca con la pubblicazione di studi testimonianze, documentazione, interventi a proposito di Don Carlo De Cardona, ritenendo di fare cosa giusta a reazione di atteggiamenti attuali indecenti e violenti contro i deboli e sostenendo che non basta la esistenza delle organizzazioni e delle istituzioni ad arginare il reflusso autoritario e illiberale. Vanno sollecitate.

 Franco Petramala