Alla Calabria sembra non pensare nessuno, ovvero lamenti senza conflitto, ovvero una Regione e due Società o meglio nessuna Società

di Franco Petramala
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A leggere il recente lo studio di Domenico Cersosimo e Rosanna Nisticò “Faglie d’Europa. Benessere passivo e povertà in una regione estrema italiana” pubblicato sul Fascicolo 3 del dicembre 2025 del Mulino, siamo sul versante del baratro.

“Allo storico dualismo verticale Nord-Sud si sono affiancate nuove faglie orizzontali, tra città e periferie, tra ceti benestanti e soggetti vulnerabili appartenenti agli stessi contesti territoriali…tra regioni e sistemi socioeconomici locali… tra chi può godere di servizi pubblici di cittadinanza adeguati e chi invece ha accesso a dotazioni di servizi fondamentali modeste e di bassa qualità. La Calabria è un estremo: una regione nel vortice di un processo di polarizzazione e sbriciolamento sociale, con una popolazione spaccata in due gruppi quantitativamente equivalenti, per metà «benestanti» e metà poveri o a rischio di povertà-esclusione; due realtà che tendono a configurare di fatto una società snervata e a debole legame sociale.”

Rilevano i due autori che tra il 2022 e il 2023, secondo l’ISTAT, la Calabria è l’unica regione italiana a subire un incremento-peggioramento degli indicatori che determinano il livello del rischio di povertà o di esclusione sociale. I partiti-residui continuano a guardare alla Calabria, dei garantiti, a vagheggiare su una mai definita altra Calabria. Pare si voglia accreditare che “la causa prima della povertà sarebbe da ricercare nei poveri stessi, nei loro demeriti, nel loro basso livello di istruzione, nella loro scarsa intraprendenza, che le loro difficoltà siano una loro colpa (Picketty e Sandel 2025)”.

Ho trovato interessanti le loro tesi: si va avvalorando che il confronto sociale, non svolgendosi lungo una direttrice verticale, diviene un finto confronto in orizzontale, tra due mondi vicini e distanti, come un occhio dall’altro secondo l’immagine di Julio Cortazar. A maggior ragione in Calabria dunque dove la Società non esiste tant’è che vi abita il farmacista, il povero cristo, il medico e l’imprenditore, il delinquente, il politicastro e l’ecclesiastico, il bontempone e l’imbroglione, la persona coerente. L’unico che manca è il Cittadino.  

Franco Petramala

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