Conflitti

di Peppino Aloise
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Caro Franco, ho letto con particolare interesse il tuo ultimo fondino. Con pochi ma efficaci tratti hai descritto la drammatica situazione nella quale versa la Calabria, riprendendo alcune considerazioni dei proff. Cersosimo e Nisticò.

In sostanza lamenti l’assenza del “conflitto”. Piketty e Sandel nell’ultimo lavoro dal titolo “Uguaglianza” sostengono, in sintesi, che il progresso “verso una maggiore uguaglianza non arriva mai rapidamente né senza profondi conflitti sociali e lotte politiche”.

Il tuo richiamo all’assenza del “cittadino” nella nostra realtà è molto appropriato. Naturalmente quando si evoca il cittadino più che pensare alla Rivoluzione francese ritengo si debba fare riferimento alla Polis greca.

La Polis viveva di “conflitti”. Il   conflitto esterno – la guerra- veniva indicato con il termine “Polemos” mentre il conflitto interno con il termine “Stasis”.  Stasis non era solo la guerra civile ma era soprattutto un serrato conflitto interno fra gruppi attorno ad interessi reali per consolidare la stabilità della Polis.

La narrazione della Calabria, purtroppo, salta la condizione reale ed immagina una società armonica senza diseguaglianze e “dissonanze”.

Franco Petramala

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