Il Primo giugno 2026 il Sindaco di Amendolara ha sostenuto che il territorio del suo Comune è stato involontario teatro geografico dell’efferato delitto dei quattro braccianti agricoli, imprigionati in una auto per esser bruciati vivi. Il Vescovo Francesco Savino aveva da subito palesato, per l’eccidio, la sua indignazione di uomo e di prete.
Naturalmente non conosco in quale sito i lavoratori/schiavi prestassero la loro opera per raggranellare qualche soldo. Ma dopo la emozione del crudele attentato e dopo avere letto la dichiarazione del Sindaco, mi sono chiesto dove potessero lavorare i braccianti pakistani.
Alcune cronache sostengono che quei poveri lavoratori non lavorassero nei campi di Amendolara né nell’Alto Ionio cosentino. Essi invece sarebbero stati adibiti nelle aree rurali lucane del Metapontino.
E perché? Una risposta potrebbe essere: in Calabria la intensità dell’impiego di manodopera si concentra in pochi mesi all’anno e riguarderebbe la raccolta di agrumi e olive.
Nel Metapontino invece una agricoltura ben più organizzata e innovativa, utilizza il sistema delle “serre a tunnel” per la coltivazione di ortaggi e frutta e quindi le attività durano molti mesi in più rispetto alla Calabria dell’Alto Ionio. Di conseguenza una massa considerevole di lavoratori, regolari e non regolari, garantiti dalle leggi e non, è costretta a “migrare” per lavorare nel Metapontino, naturalmente spostandosi attraverso intermediari e caporali che approfittano della mancanza di regolari mezzi di trasporto locale e attività legali di centri per l’impiego.
In altre parole esportiamo poco, molto poco, tuttavia possiamo “vantare” di trattenere con la scusa della irregolarità, molti lavoratori che nella loro condizione servile, vengono imprestati alla vicina Lucania, più progredita, che attrae la domanda di manodopera bracciantile straniera, che rimane domiciliata in Calabria. Non basta la pietas del giorno dopo. Né le riunioni rituali delle istituzioni locali o regionali. Caro Assessore Regionale ed a chi spetti, se non si provvede ad una regolamentazione seria del lavoro e delle sue dinamiche nel settore agricolo, il sangue misto al sudore di queste persone sarà testimonianza delle nostre gravissime colpe.