Peritus Peritorum

di Franco Petramala
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Ho da sempre riflettuto sul senso si questa definizione del “giudice”. Aveva una ragion d’essere in passato, molto passato, ma oggi la vastità delle specializzazioni o come si dice delle tecniche di linguaggio e di indagine del sapere o dei semplici comportamenti nelle più varie condizioni, il senso di quel brocardo o di quella definizione gratificante che qualifica il predestinato, vacilla e non poco, fino ad essere una croce per chi deve giudicare ed una croce ben più dolorosa per chi subisce il processo.

Presso Ubik di Cosenza è sato presentato il libro/confessione dello psicoterapeuta Claudio Foti “Sopravvissuto. Il dramma di Bibbiano”, fra l’altro scritto molto bene. Presentatori Felice Spingola e Paride Leporace.

Il teatro di quegli avvenimenti è stato un paese del reggiano che nemmeno conoscevo, ma una volta che dell’argomento “scandaloso” se ne appropriarono  i media in modalità tumultuosa, né ho saputo.

Dalla seconda di copertina del libro: “Quando dedichi tutta la vita alla prevenzione ed al contrasto della violenza sui minori e della pedofilia…quando hai da sempre lavorato per favorire le competenze emotive dei genitori e sei trasformato in un nemico giurato della famiglia” non rimane che attendere il verdetto definitivo. Che fu di assoluzione, innocente ma dapprima arrestato. Perdita del lavoro, della stima dei conoscenti indotti al dubbio, ma avendo la coscienza assistito il protagonista pur nella drammaticità della ingiustizia. Egli sopravvive alla vicenda reale così grave, pretestuosa perchè somigliante ad una letteraria, pur essendo stato sepolto nel fango il suo “Centro Hansel e Gretel”.

E l’autore conclude: un progetto, “l’intelligenza emotiva e l’impegno a sopravvivere”. “La sofferenza conseguente all’avversità è fatta così: può distruggerti come essere umano. Ma se non riesce a demolirti, e finisce invece per impattare con la tua capacità di tenere viva la consapevolezza, paradossalmente può aiutarti a diventare più forte e anche più in grado di insegnare qualcosa alle altre persone”

Franco Petramala

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