Eravamo comunisti. Ora il divano è neIl’agorà*

di Giuseppe Aloise
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“A Bari la raggiunse la sua donna, Giusi Del Mugnaio, lei scrive che il terremoto del 1980 vi sorprese in una condizione imbarazzante..” a questa domanda posta da Aldo Cazzullo, nella recente intervista apparsa sul Corriere, così risponde Massimo D’Alema : “Eravamo a casa del compagno Miccoli, all’ultimo piano di un palazzone della Bari popolare. Stavamo facendo l’amore sul divano di Miccoli quando tutto cominciò a tremare, al di là del movimento da noi generato.”

La risposta del Leader Maximo che riprende quanto contenuto nel suo racconto autobiografico dal titolo “Eravamo Comunisti”, conferma che ormai il privato (  l’oikos della polis ) ha invaso l’agorà ( il web, le testate giornalistiche).

Sotto questo profilo Zygmunt Bauman, conversando con Ezio Mauro ( Il silenzio dell’opinione pubblica ) si sofferma sulla trasformazione dell’Agorà ed afferma testualmente : “ La sociologa francese Dominique Mehl ha identificato il punto di rottura in una sera d’autunno del 1983: di fronte alle telecamere, davanti a milioni di francesi, una certa Viviane ha dichiarato senza arrossire e con un tono di voce sicuro che suo marito Michel soffriva di eiaculazione precoce e che pertanto lei non aveva  mai conosciuto l’orgasmo. Quello è stato il momento della svolta : al contrario delle aspettative era stato il privato ad invadere l’agorà e non viceversa”.

Il divano nell’Agorà se da una parte umanizza il politico dall’altra capovolge i canoni etici del comunismo novecentesco.

Nel PCI degli anni 70 l’esibizione di dettagli intimi, di sentimenti e rivelazioni personali avrebbe svilito la militanza e sarebbe apparsa come una sorta di deviazione ideologica.

Ai dirigenti era imposta una condotta riservata.

Resta l’ironia del titolo, ”Eravamo comunisti”.

* Dalla edizione del 5 ottobre 2026 del “Domani di Italia”

Franco Petramala

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